Sulla questione dei diritti linguistici in Italia

Inoltro in lista uno scritto del prof. Marco Tamburelli (UN. di Bangor - Galles) apparso su Facebook.

http://www.phon.ucl.ac.uk/home/marco/lingRights/diritti%20ling-snipppet-...

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Sulla questione dei diritti linguistici in Italia[*]

Marco Tamburelli
Università di Bangor

Introduzione

La questione dei diritti linguistici viene discussa molto raramente nel contesto dei sistemi linguistici d’Italia, ovvero dell’impropriamente detto “Italo-Romanzo” (eccezione degna di nota è Savoia, 2001: La legge 482 sulle minoranze linguistiche storiche: le lingue di minoranza e le varietà non standard in Italia). Questa è certamente una grossa lacuna del sistema accademico italiano, specialmente quando si considera che lo sviluppo di una coscienza collettiva per il rispetto dei diritti linguistici è da decenni al centro di vari dibattiti a livello sia europeo che mondiale (vedasi soprattutto la “Dichiarazione universale dei diritti linguistici” redatta a Barcellona nel 1996), ed i suoi fondamenti risalgono almeno al 1948, quando la discriminazione linguistica si guadagnò menzione nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la quale asseriva di dover essere applicata “senza distinzione alcuna, per ragioni […] di lingua”. In questo documento dimostrerò come questa lacuna peculiarmente italiana è promossa da questioni terminologiche.

Un’ambiguità pericolosa

I vari sistemi linguistici d’Italia, divisi dalla tradizione linguistica italiana tra Settentrionale, Centro-meridionale, e Meridionale estremo[1], sono chiamati con l’appellativo ambiguo di “dialetto”, appellativo che può assumere due significati radicalmente diversi. Il primo, corrispondente all’inglese “dialect” così come al francese “dialecte” è quello puramente linguistico-tipologico, secondo il quale un “dialetto” è una varietà locale di una lingua, e quindi appartenente allo stesso diasistema della lingua di cui è variante. Tale dialetto è variante nel senso proprio del termine, giacché “varia” in funzione della sua posizione geografica. In questo senso, l’italiano parlato a Milano e quello parlato a Napoli sono “dialetti”, appunto perché varianti geografiche con loro peculiarità locali ma indubbiamente appartenenti ad uno stesso idioma, conosciuto come “lingua italiana”. Questi dialetti possono variare nella fonetica: /koza/ vs. /kosa/ per “cosa”. Nel lessico: “anguria” vs. “cocomero” o “essere” vs. “stare”, così come nella sintassi: “mia sorella” vs. “la sorella mia” (Vedasi per esempio Bruni, 1992). In questo senso i “dialetti” possono essere descritti come modi diversi di parlare lo stesso idioma. Nel caso dell’italiano ciò comprende esclusivamente le parlate sviluppatesi sul modello toscano e dunque sue discendenti, anche se localmente divergenti da esso. L’esistenza di questi dialetti dell’italiano è spesso sconosciuta agli stessi italofoni, tanto che qualcuno gli ha definiti “dialettofoni inconsapevoli” (Cortellazzo e Minoni, 1984), perché non si rendono conto di parlare “dialetti dell’italiano” piuttosto che “un italiano”. Si noti inoltre che, quando usato in questo senso, il termine “dialetto” è obbligatoriamente transitivo: una parlata è dialetto di una lingua, mai dialetto e basta, in funzione del fatto che per essere una variante geografica di un idioma deve esistere un idioma del quale si è variante. In questo senso del termine è chiaro che gli idiomi Romanzi parlati in Italia non sono dialetti, non essendo essi modi diversi di parlare lo stesso idioma ma bensì parlate appartenenti a sottosistemi Romanzi relativamente autonomi e distinti all’interno della Romània, e sviluppatisi indipendentemente dal toscano e quindi dall’idioma che sarebbe poi divenuto l’italiano (a questo proposito vedasi anche Marcato, 2002).

Il secondo significato del termine “dialetto” – radicalmente diverso dal primo – è di matrice sociopolitica (o al massimo sociolinguistica) piuttosto che linguistico-tipologica, e non trova equivalente etimologico né nel francese né nell’inglese, al quale corrispondono rispettivamente “patois” e “local/regional language”. In questo senso unicamente italiano, un “dialetto” è un qualsiasi idioma parlato in una zona geograficamente limitata rispetto alla lingua ufficiale o nazionale, e al quale non è riconosciuto un uso ufficiale, amministrativo, e/o giuridico. Al contrario del primo senso appena discusso, questo secondo concetto di “dialetto” non è transitivo, e quindi si è “dialetti e basta”, senza essere dialetti di alcun idioma. Se si applica questo secondo significato, allora tutti gli idiomi che appartengono ai vari sistemi linguistici presenti in Italia e che non godono di riconoscimenti ufficiali sono – per definizione – dialetti. Ciò non li può rendere però “dialetti dell’italiano”, dato che solo nel primo senso si può avere la transitività. E’ per questo che alcuni fanno uso della frase “dialetti d’Italia” (vedasi Marcato op cit). Questo secondo senso - che chiamerò da qui innanzi “sistema non istituzionalizzato” in opposizione al primo senso, per il quale userò l’etichetta “variante geografica”, è quello più conosciuto in Italia e quello di cui si occupa la dialettologia italiana.

Ci troviamo quindi di fronte ad una tradizione – quella italiana – la quale manca di una terminologia sufficientemente precisa per riferirsi a due fenomeni ben distinti. Come insegnano i filosofi, l’ambiguità terminologica è l’antitesi della precisione, e va dunque evitata in qualsiasi disciplina che mira alla precisione tassonomico-analitica, e quindi in qualsiasi scienza, pena la potenziale confusione ed il conseguente innescare di effetti collaterali quasi sempre imprevedibili. Nel nostro caso, l’ambiguità della parola “dialetto” tra i significati di “sistema non istituzionalizzato” e “variante geografica” cela il mancato riconoscimento dei diritti linguistici di numerosi bilingui d’Italia, ovvero i cosiddetti “dialettofoni”, posponendo continuamente qualunque dibattito a riguardo. Si crea così una situazione confusa dove l’ambiguità terminologica è incapace di distinguere tra la realtà linguistico-tipologica e la situazione giuridica. L’esempio più lampante di tale confusione lo si trova nell’interpretazione italiana di trattati internazionali sui diritti dei parlanti di lingue regionali o minoritarie, e particolarmente la Carta Europea per le Lingue Regionali e Minoritarie emessa dal consiglio d’Europa nel 1992, la quale afferma che i diritti linguistici da essa emanati non si estendono “ai dialetti della/e lingua/e ufficiale/i dello Stato”. Fin qui nulla di grave: nessuno si sognerebbe di chiedere il riconoscimento dell’italiano parlato a Milano o a Palermo come lingua minoritaria: sono varietà interamente intelligibili con la lingua di Stato, e quindi come tali già implicitamente tutelale da qualsiasi legge che tutela la lingua italiana, e dunque non necessitanti di una tutela separata. Il problema sorge quando l’uso della parola “dialetto” nella versione italiana della Carta non viene inteso in relazione ai “dialetti dell’italiano”, come la Carta dichiara (“ai dialetti della/e lingua/e ufficiale/i dello Stato”) ma bensì in relazione ai “dialetti d’Italia”, fornendo così un’appoggio, anche se profondamente fasullo, per giustificarne l’esclusione dalle legislazioni volte a tutelare i diritti linguistici degli idiomi regionali, prima tra tutte la legge 482/99, “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” ed il “Regolamento di attuazione” (DPR del 2 maggio 2001, n. 345). La falsa logica applicata in questi casi è la seguente: se gli idiomi Romanzi d’Italia sono dialetti, e ai dialetti della lingua di Stato non spettano diritti, allora non spettano diritti agli idiomi Romanzi d’Italia. Chi sostiene tale fallacia logica ignora, o finge di ignorare, la fraseologia della Carta, la quale si riferisce senza alcuna ambiguità ai “dialetti di”, e quindi alle “varianti geografiche”, non ai “sistemi non istituzionalizzati”. Essendo i dialetti d’Italia - come abbiamo visto - dialetti solo nel senso di “sistemi non istituzionalizzati” e non nel senso di “varianti geografiche” o “dialetti di”, essi sono pienamente dentro il raggio d’azione della Carta, ed ogni loro mancato riconoscimento va direttamente contro lo spirito della Carta stessa. Questi fatti semantici sono di cruciale importanza, perché dimostrano come la comune idea che i “dialetti d’Italia” non dovrebbero essere riconosciuti come lingue regionali o minoritarie perché “dialetti” non è altro che un ragionamento circolare (una petitio principii), il quale assume a priori il concetto che si pone di dimostrare. Spogliata dell’illusione omonimica, la frase equivale ad affermare che “gli idiomi Romanzi d’Italia non vanno riconosciuti perché sono idiomi non riconosciuti”. Appare dunque chiaro che la legge 482 va direttamente contro lo spirito della Carta, ovvero la necessità di dare il dovuto riconoscimento ufficiale proprio a quegli idiomi locali e/o minoritari finora non riconosciuti. Sostenere che gli idiomi Romanzi d’Italia non contano perché non sono riconosciuti non fa altro ch risollevare la questione: se fossero ufficialmente riconosciuti non avrebbero bisogno della Carta.

Abbiamo dunque visto come l’uso di una terminologia ambigua per riferirsi a quelli che sono i “sistemi romanzi d’Italia senza riconoscimento istituzionale” (ovvero i patois o regional languages d’Italia) cela dietro di sé il mancato riconoscimento dei diritti linguistici di numerosi bilingui (i cosiddetti “dialettofoni”). Abbiamo visto inoltre come la stessa ambiguità è responsabile per la continua posposizione di qualsiasi dibattito riguardante il riconoscimento delle varie comunità linguistiche autòctone d’Italia, e come le legislazioni linguistiche emesse dallo Stato italiano si basino su una falsa logica mascherata da una perniciosa omonimìa.

[*] Aprile 2011
[1] Escludiamo il sistema Sardo e quello Reto-Romanzo dalla discussione, dato che i diritti linguistici dei loro
parlanti sono tutelati dalla legge italiana, anche se solo parzialmente.

Bibliografia

Bruni, Francesco (1992). L'italiano delle regioni. Lingua nazionale e identità regionale. Torino, Utet.

Cortelazzo, Michele A. e Alberto M. Mioni (1984). L' italiano regionale, atti del XVIII Congresso internazionale di studi, Padova-Vicenza, 14-16 settembre 1984.

Marcato, Carla (2002). Dialetto, Dialetti, Italiano. Bologna: Il Mulino.


Mersì, tant anteressant, albina

-----Messaggio originale-----
Da: dragonot@libero. [mailto:dragonot@libero.it]
Inviato: lunedì 11 aprile 2011 16.01
A: alpdn; piemontviv; piemont
Oggetto: [piemont] Sulla questione dei diritti linguistici in Italia

Inoltro in lista uno scritto del prof. Marco Tamburelli (UN. di Bangor -
Galles) apparso su Facebook.

http://www.phon.ucl.ac.uk/home/marco/lingRights/diritti%20ling-snipppet-...
l.pdf

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Sulla questione dei diritti linguistici in Italia[*]

Marco Tamburelli
Università di Bangor

Introduzione

La questione dei diritti linguistici viene discussa molto raramente nel
contesto dei sistemi linguistici d’Italia, ovvero dell’impropriamente detto
“Italo-Romanzo” (eccezione degna di nota è Savoia, 2001: La legge 482 sulle
minoranze linguistiche storiche: le lingue di minoranza e le varietà non
standard in Italia). Questa è certamente una grossa lacuna del sistema
accademico italiano, specialmente quando si considera che lo sviluppo di una
coscienza collettiva per il rispetto dei diritti linguistici è da decenni al
centro di vari dibattiti a livello sia europeo che mondiale (vedasi
soprattutto la “Dichiarazione universale dei diritti linguistici” redatta a
Barcellona nel 1996), ed i suoi fondamenti risalgono almeno al 1948, quando
la discriminazione linguistica si guadagnò menzione nella Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani, la quale asseriva di dover essere applicata
“senza distinzione alcuna, per ragioni […] di lingua”. In questo documento
dimostrerò come questa lacuna peculiarmente italiana è promossa da questioni
terminologiche.

Un’ambiguità pericolosa

I vari sistemi linguistici d’Italia, divisi dalla tradizione linguistica
italiana tra Settentrionale, Centro-meridionale, e Meridionale estremo[1],
sono chiamati con l’appellativo ambiguo di “dialetto”, appellativo che può
assumere due significati radicalmente diversi. Il primo, corrispondente
all’inglese “dialect” così come al francese “dialecte” è quello puramente
linguistico-tipologico, secondo il quale un “dialetto” è una varietà locale
di una lingua, e quindi appartenente allo stesso diasistema della lingua di
cui è variante. Tale dialetto è variante nel senso proprio del termine,
giacché “varia” in funzione della sua posizione geografica. In questo senso,
l’italiano parlato a Milano e quello parlato a Napoli sono “dialetti”,
appunto perché varianti geografiche con loro peculiarità locali ma
indubbiamente appartenenti ad uno stesso idioma, conosciuto come “lingua
italiana”. Questi dialetti possono variare nella fonetica: /koza/ vs. /kosa/
per “cosa”. Nel lessico: “anguria” vs. “cocomero” o “essere” vs. “stare”,
così come nella sintassi: “mia sorella” vs. “la sorella mia” (Vedasi per
esempio Bruni, 1992). In questo senso i “dialetti” possono essere descritti
come modi diversi di parlare lo stesso idioma. Nel caso dell’italiano ciò
comprende esclusivamente le parlate sviluppatesi sul modello toscano e
dunque sue discendenti, anche se localmente divergenti da esso. L’esistenza
di questi dialetti dell’italiano è spesso sconosciuta agli stessi italofoni,
tanto che qualcuno gli ha definiti “dialettofoni inconsapevoli” (Cortellazzo
e Minoni, 1984), perché non si rendono conto di parlare “dialetti
dell’italiano” piuttosto che “un italiano”. Si noti inoltre che, quando
usato in questo senso, il termine “dialetto” è obbligatoriamente transitivo:
una parlata è dialetto di una lingua, mai dialetto e basta, in funzione del
fatto che per essere una variante geografica di un idioma deve esistere un
idioma del quale si è variante. In questo senso del termine è chiaro che gli
idiomi Romanzi parlati in Italia non sono dialetti, non essendo essi modi
diversi di parlare lo stesso idioma ma bensì parlate appartenenti a
sottosistemi Romanzi relativamente autonomi e distinti all’interno della
Romània, e sviluppatisi indipendentemente dal toscano e quindi dall’idioma
che sarebbe poi divenuto l’italiano (a questo proposito vedasi anche
Marcato, 2002).

Il secondo significato del termine “dialetto” – radicalmente diverso dal
primo – è di matrice sociopolitica (o al massimo sociolinguistica) piuttosto
che linguistico-tipologica, e non trova equivalente etimologico né nel
francese né nell’inglese, al quale corrispondono rispettivamente “patois” e
“local/regional language”. In questo senso unicamente italiano, un
“dialetto” è un qualsiasi idioma parlato in una zona geograficamente
limitata rispetto alla lingua ufficiale o nazionale, e al quale non è
riconosciuto un uso ufficiale, amministrativo, e/o giuridico. Al contrario
del primo senso appena discusso, questo secondo concetto di “dialetto” non è
transitivo, e quindi si è “dialetti e basta”, senza essere dialetti di alcun
idioma. Se si applica questo secondo significato, allora tutti gli idiomi
che appartengono ai vari sistemi linguistici presenti in Italia e che non
godono di riconoscimenti ufficiali sono – per definizione – dialetti. Ciò
non li può rendere però “dialetti dell’italiano”, dato che solo nel primo
senso si può avere la transitività. E’ per questo che alcuni fanno uso della
frase “dialetti d’Italia” (vedasi Marcato op cit). Questo secondo senso -
che chiamerò da qui innanzi “sistema non istituzionalizzato” in opposizione
al primo senso, per il quale userò l’etichetta “variante geografica”, è
quello più conosciuto in Italia e quello di cui si occupa la dialettologia
italiana.

Ci troviamo quindi di fronte ad una tradizione – quella italiana – la quale
manca di una terminologia sufficientemente precisa per riferirsi a due
fenomeni ben distinti. Come insegnano i filosofi, l’ambiguità terminologica
è l’antitesi della precisione, e va dunque evitata in qualsiasi disciplina
che mira alla precisione tassonomico-analitica, e quindi in qualsiasi
scienza, pena la potenziale confusione ed il conseguente innescare di
effetti collaterali quasi sempre imprevedibili. Nel nostro caso, l’ambiguità
della parola “dialetto” tra i significati di “sistema non
istituzionalizzato” e “variante geografica” cela il mancato riconoscimento
dei diritti linguistici di numerosi bilingui d’Italia, ovvero i cosiddetti
“dialettofoni”, posponendo continuamente qualunque dibattito a riguardo. Si
crea così una situazione confusa dove l’ambiguità terminologica è incapace
di distinguere tra la realtà linguistico-tipologica e la situazione
giuridica. L’esempio più lampante di tale confusione lo si trova
nell’interpretazione italiana di trattati internazionali sui diritti dei
parlanti di lingue regionali o minoritarie, e particolarmente la Carta
Europea per le Lingue Regionali e Minoritarie emessa dal consiglio d’Europa
nel 1992, la quale afferma che i diritti linguistici da essa emanati non si
estendono “ai dialetti della/e lingua/e ufficiale/i dello Stato”. Fin qui
nulla di grave: nessuno si sognerebbe di chiedere il riconoscimento
dell’italiano parlato a Milano o a Palermo come lingua minoritaria: sono
varietà interamente intelligibili con la lingua di Stato, e quindi come tali
già implicitamente tutelale da qualsiasi legge che tutela la lingua
italiana, e dunque non necessitanti di una tutela separata. Il problema
sorge quando l’uso della parola “dialetto” nella versione italiana della
Carta non viene inteso in relazione ai “dialetti dell’italiano”, come la
Carta dichiara (“ai dialetti della/e lingua/e ufficiale/i dello Stato”) ma
bensì in relazione ai “dialetti d’Italia”, fornendo così un’appoggio, anche
se profondamente fasullo, per giustificarne l’esclusione dalle legislazioni
volte a tutelare i diritti linguistici degli idiomi regionali, prima tra
tutte la legge 482/99, “Norme in materia di tutela delle minoranze
linguistiche storiche” ed il “Regolamento di attuazione” (DPR del 2 maggio
2001, n. 345). La falsa logica applicata in questi casi è la seguente: se
gli idiomi Romanzi d’Italia sono dialetti, e ai dialetti della lingua di
Stato non spettano diritti, allora non spettano diritti agli idiomi Romanzi
d’Italia. Chi sostiene tale fallacia logica ignora, o finge di ignorare, la
fraseologia della Carta, la quale si riferisce senza alcuna ambiguità ai
“dialetti di”, e quindi alle “varianti geografiche”, non ai “sistemi non
istituzionalizzati”. Essendo i dialetti d’Italia - come abbiamo visto -
dialetti solo nel senso di “sistemi non istituzionalizzati” e non nel senso
di “varianti geografiche” o “dialetti di”, essi sono pienamente dentro il
raggio d’azione della Carta, ed ogni loro mancato riconoscimento va
direttamente contro lo spirito della Carta stessa. Questi fatti semantici
sono di cruciale importanza, perché dimostrano come la comune idea che i
“dialetti d’Italia” non dovrebbero essere riconosciuti come lingue regionali
o minoritarie perché “dialetti” non è altro che un ragionamento circolare
(una petitio principii), il quale assume a priori il concetto che si pone di
dimostrare. Spogliata dell’illusione omonimica, la frase equivale ad
affermare che “gli idiomi Romanzi d’Italia non vanno riconosciuti perché
sono idiomi non riconosciuti”. Appare dunque chiaro che la legge 482 va
direttamente contro lo spirito della Carta, ovvero la necessità di dare il
dovuto riconoscimento ufficiale proprio a quegli idiomi locali e/o
minoritari finora non riconosciuti. Sostenere che gli idiomi Romanzi
d’Italia non contano perché non sono riconosciuti non fa altro ch
risollevare la questione: se fossero ufficialmente riconosciuti non
avrebbero bisogno della Carta.

Abbiamo dunque visto come l’uso di una terminologia ambigua per riferirsi a
quelli che sono i “sistemi romanzi d’Italia senza riconoscimento
istituzionale” (ovvero i patois o regional languages d’Italia) cela dietro
di sé il mancato riconoscimento dei diritti linguistici di numerosi bilingui
(i cosiddetti “dialettofoni”). Abbiamo visto inoltre come la stessa
ambiguità è responsabile per la continua posposizione di qualsiasi dibattito
riguardante il riconoscimento delle varie comunità linguistiche autòctone
d’Italia, e come le legislazioni linguistiche emesse dallo Stato italiano si
basino su una falsa logica mascherata da una perniciosa omonimìa.

[*] Aprile 2011
[1] Escludiamo il sistema Sardo e quello Reto-Romanzo dalla discussione,
dato che i diritti linguistici dei loro
parlanti sono tutelati dalla legge italiana, anche se solo parzialmente.

Bibliografia

Bruni, Francesco (1992). L'italiano delle regioni. Lingua nazionale e
identità regionale. Torino, Utet.

Cortelazzo, Michele A. e Alberto M. Mioni (1984). L' italiano regionale,
atti del XVIII Congresso internazionale di studi, Padova-Vicenza, 14-16
settembre 1984.

Marcato, Carla (2002). Dialetto, Dialetti, Italiano. Bologna: Il Mulino.



County cricket – as it happened | Sport 1.00pm EDT 13:00 Just got back from a very entertaining chat with Tino Best to see Essex got their draw at Glamorgan. What a fantastic round of Championship cricket; five results, three very decent draws, plenty of collapses on eight decent pitches, and not too much rain. Now let me get on and write about it. Thank you all so much for your company these last four days, it’s been a (natwest t20) blast. It’ll be Jamie Bowman manning the good ship County Cricket - Live! from Sunday (he’ll be at the Roses match), but I imagine I will be back on these shores before long. Please keep clicking, keep commentating and all the rest. It’s great fun for us ATL when we know you’re reading, and keeps the whole thing viable too! pre bonded hairSpeak soon, folks, and thanks for reading. 12.09pm EDT 12:09 Nick Browne out at Cardiff. Can the Welsh get up? 12.08pm EDT 12:08 That is the game, amazingly:

HAMPSHIRE WIN BY 69 RUNS. First ball, Gurney tried to hit Crane into the Solent, got a wild edge and was caught at point. No point Read batting when he’s so crocked with so many required. Hampshire’s first win of the season. Well done them! 12.05pm EDT 12:05 Samit’s gone. And that might just be that. Crane, remy hair extensionsbowling round the wicket into some considerable rough, has got Patel to attempt a slog-sweep, and he’s edged an extravagant turner through to first slip. Great bowling. 235-8. Chris Read unlikely to bat with his bad hand. 12.00pm EDT 12:00 12.00pm EDT 12:00 DRAW AT BRISTOL. WELL BATTED ROB NEWTON AND STEVEN CROOK BUT AT THE MOMENT I’M AFRAID I DON’T REALLY CARE BECAUSE THE AGEAS IS FUN 11.57am EDT 11:57 Fletch and Samit at the crease. I know what you’re thinking: do it in boundaries. Well, we’ve just had the first indicator as to why. Fletch edged Crane wide of slip and the outfield here is slow. Samit ran two as hard as his little sausage legs could carry him and turned for the third, but Fletch didn’t get the memo. The big lad fancied keeping the strike. But Samit was sprinting at him, so Fletch set off the third as the ball was coming into the keeper. Wheater gathered and threw to the non-strikers, but missed by a mile and Fletch made it. Jeeeeeeezzzzz this is tense. 11.53am EDT 11:53

TWO IN AN OVER AT THE AGEAS!!! TWO FOR TINO!!! Double nelson, double wicket maiden!!! Hutton was roughed up a bit with his first few balls. Then Tino banged one in short and Hutton pulled, straight to Crane at fine leg, who set himself and took a fine tumbling catch, slipping over, before going absolutely gorillas with his team-mates. Patel turns down an easy single to fine-leg off Fletcher’s first ball. Tino has 4-40. Updated at 11.54am EDT 11.50am EDT 11:50 SHOCK: MATCH DRAWN AT LORD’S. Every game played by either Somerset and Middlesex this season has been drawn. 11.48am EDT 11:48 perruques cheveux naturelsOh wow! Tino’s just bowled Christian with the first ball of the second over of his new spell. It’s a yorker, and middle stump is no longer standing. Just. Perfect. Btw, Tino set off in celebration and Hampshire just chased him. The bloke is magnetic. Hutton in now; ring field. Two slips, gully. This game is (***)hot. I really want to swear but I really shouldn’t. Updated at 11.49am EDT 11.42am EDT 11:42 This game is on a rather lovely knife edge. Tino and Crane in tandem now. Christian a bit wafty, and Samit’s never more than 10-15 seconds from slapping to cover. Hutton’s in next and can bat, but with just Gurney and Fletch to follow, this stand really is vital. Read will only bat, as I’ve said before, if absolutely necessary. 11.40am EDT 11:40 11.32am EDT 11:32

Steven Crook’s got a hundred! Northants have had one hell of a day. 11.20am EDT 11:20 Shame. — Middlesex Cricket (@Middlesex_CCC) May 25, 2016 Off for bad light. Somerset 202-7. Hildreth 85*, Overton 19*. #TeamMiddlesex 11.16am EDT 11:16 Huge straight six down the ground from Christian off Crane... 11.08am EDT 11:08 perruques cheveuxIt’s all go here; Hampshire charged 5 penalty runs as Samit edges/misses Crane and it hits the helmet behind, and now Crane has had Christian dropped - very hard, fast chance - at first slip by a furious Ervine. Samit’s got 50 and Notts need 125... Updated at 11.11am EDT 11.05am EDT 11:05 There is a stream of Glamorgan’s game with Essex here, and you’re mad not to be watching it. Dan Lawrence just got out, and the Glammys are pushing for their first win since July 2015. 11.01am EDT 11:01 10.56am EDT 10:56 We have our fourth result of the round! Kent fly home with 18 from three balls from Alex Blake. — Sam Billings (@sambillings) May 25, 2016 Awesome win @kentcricket ! 🙌🏼 #topofthelog 10.51am EDT 10:51 Well done to Durham! — Graham Onions (@BunnyOnions) May 25, 2016 Another special win today against a very good side.Some young players showing a huge amount of maturity, oh and ridiculous amounts of skill 10.44am EDT 10:44

Probably haven’t given Northamptonshire enough credit for their sterling work in Bristol today. They are 237-4 for the day and with 34 overs remaining, that is probably that. Tea here at the Ageas, no more wickets. Notts need 128 in 39 overs, with four wickets in hand, really. Read highly unlikely to bat. 10.36am EDT 10:36 Advice from the man sat to my right: — Vithushan (@Vitu_E) May 25, 2016 Samit or bust for Notts. This could be a belter. If you're in Southampton, get a car with half a tank, jump onto the M27 or take the A27... 10.34am EDT 10:34 lace front wigsGame on here! Taylor has slapped Crane to Tino at mid-on, and the great man took a fine catch, before hurling the ball into oblivion. 10-man Notts need 129 more, and have four wickets really. Think Read will bat if absolutely necessary, but the man is wearing a proper plaster cast. 10.18am EDT 10:18 Suddenly, things are looking dreamy for Nottinghamshire, even if Read isn’t batting. The stand between Taylor - who is looking a million dollars - and Samit, who is trotting along and recently edged Crane between keeper and slips, is 96 from 20 overs. Tino is now bowling some wild stuff, and twice has gone through the keeper for four byes/wides with wild bouncers. Dangerous times for Hampshire. 10.14am EDT 10:14 10.02am EDT 10:02 I like this tweet, because of the optimism. Can they get the 284? — Essex Cricket (@EssexCricket) May 25, 2016 Essex 50 for 3, Nick Browne 31*, Dan Lawrence 1* and there are a minimum of 47 overs remaining. Another 284 runs required to win #GlavEss 10.00am EDT 10:00 Tino bowling to Samit at the Ageas Bowl... The stuff dreams are made of. 9.57am EDT 09:57 This game surely has too much to do, but 2 in 2 for Rayner has it on the move... — Middlesex Cricket (@Middlesex_CCC) May 25, 2016 WICKET - Somerset 156-6. Gregory c Franklin (slip) b Rayner 0. #TeamMiddlesex#bowlingOllie With 47 overs after this one, Somerset are 109 ahead with four in hand. Here, Brendan Taylor has 59, and Samit 34, as the pot bubbles. Beautifully poised with all four results very much possible. 9.46am EDT 09:46 This is a great picture: — Phil Makepeace (@AlteredCourse) May 25, 2016 Action shot of Trego scaling the Lord's fence after both he and Hildreth (top) took an unscheduled comfort break. pic.twitter.com/gjn9PqGKRF 9.41am EDT 09:41 Can Glamorgan? Can they? — Essex Cricket (@EssexCricket) May 25, 2016 WICKET! Ravi Bopara fends a ball from Michael Hogan to Aneurin Donald at 2nd slip and goes for 6. Nick Browne 28*. 46-3. #GlavEss 9.38am EDT 09:38 9.31am EDT 09:31 Hundred up for Notts and a really fascinating period of the game coming up. With Taylor and Patel at the crease, Notts can win it. Without them there, I’d say they can’t (although Dan Christian is in next). Taylor has played a beautiful upper cut, and Samit is being Samit, depositing Dawson for a lovely hoicked legside four. 107-4, 198 to win. Read surely won’t bat, so five wickets required. 8.57am EDT 08:57 8.57am EDT 08:57 Another wicket at the Ageas! Empty Wessels has been drawn into a drive by McLaren. The ball has nipped away a fraction and he’s been caught behind. 8.48am EDT 08:48 8.41am EDT 08:41 Rob Newton adds the one he needed for a ton. He’s gonna need a few more to save the game. — Alex Winter (@_alexwinter) May 25, 2016 First match of the season and a battling century for Rob Newton. Northants need the fight to continue this afternoon... #bbccricket 8.27am EDT 08:27 So I’ve had a bite to eat so I thought I’d actually do my job and chat to you all about what is going on around the grounds... A wicket for Glamorgan on the stroke of lunch! Can they force their first win (in any format) since July last year?! Essex bat deep and bat big, so I wouldn’t rule them out yet. The equation: Glamorgan need 9 wickets, Essex need 322 runs, and there are 66.5 overs remaining. Kent are off to a flyer in their pursuit of 175 against Derbyshire. The equation: Derbyshire need 10 wickets, Kent need 149 runs, and there are 65 overs remaining. Rob Newton has 99 for Northants and is digging in to save the game against Gloucestershire. The equation: Northants trail by 18 runs, with five wickets in hand. 65 overs remaining. Up in Div One: cosplay wigsJames Hildreth is doing his thing at Lord’s. The equation: Somerset lead by 46, with six wickets in hand. 66 overs remain. And here at the Ageas Bowl, Tino Best is having a great time. Nottinghamshire are three down chasing 305, but Chris Read probably won’t bat. Notts require 255 more runs, Hampshire need seven (six, really) wickets. 69 overs left. What an afternoon we have in store. How good is county cricket?! 8.02am EDT 08:02 Lunch here at the Ageas and Notts are 50-3, still 255 away, and having just lost a third wicket.... McLaren has got one to bounce and nip at Mullaney, who edged to first slip... Mes (who has a real name!) has been in touch ATL: “I’m doing incantations for Glamorgan to take a wicket,” he writes, :(I bowed to the better judgement of HPG and Captbnut on the declaration). So I’m singing this iny my head (at work): Mae bys Meri-Ann wedi brifo, A Dafydd y gwas ddim yn iach. Mae’r baban yn y crud yn crio,A’r gath wedi sgrapo Joni bach. Sosban fach yn berwi ar y tân,Sosban fawr yn berwi ar y llawr,A’r gath wedi sgrapo Joni bach.”

I have absolutely no idea what this means. No idea. Updated at 8.06am EDT 7.58am EDT 07:58 7.56am EDT 07:56 Kent flying along, aren’t they. What a game to win that is. Right, I notice comments are down again. Hold fast they will be back soon but there’s nought I can do about it. Feel compelled to tell me something? Sub-140 character thoughts to @willis_macp and more conherent/longer thoughts to will.macpherson.freelance@guardian.co.uk. Fire away. 7.50am EDT 07:50 7.43am EDT 07:43 Elsewhere, things are happening, aren’t they? Derbyshire, what have you done? Kent need 175 to win. Glamorgan have declared (well batted Mr Bragg), and Essex need 334 from 70, I believe. Middlesex, good on you. Somerset are 60-4 and lead by just one. Hildreth the key, you’d say. Both sides looking for their first non-draw, so up the result! DURHAM HAVE WON, CONGRATULATIONS DURHAM! Just a shame Colly couldn’t see them home a day before turning 44, but that is a spectacular effort. Well done. How often has a guy taken a nine-bag and not won? Updated at 7.46am EDT 7.37am EDT 07:37 Apologies if I’ve been a bit quiet, I’ve been perambulating the Ageas’s Bowl in pursuit of a black americano, which I now have, and am sipping. While this may sound like a dereliction of duty, it was not without cricketing rewards. I come bearing news, and it ain’t good for Nottinghamshire: I bumped into Chris Read, off to throw white balls at Greg Smith in the nets with Peter Moores. He has a proper cast on his left wrist. Can’t see him batting today; can’t see him batting for six weeks or so... We have had another wicket too, and it belongs to Tino! The sheer chutzpah of the bloke is a sight to behold. He’s struck Lumb on the pads (again - there was a huge appeal earlier) from round the wicket and after about ten minutes up went the finger. Make your mind up below. Lumb was looking good after a decent working over: he absolutely nailed a pull into the small of Tom Alsop’s back at short leg. Looked very sore. — Hampshire Cricket (@hantscricket) May 25, 2016 WATCH: Terrific @tinobest! Never short of pace, or a passionate @CountyChamp celebration! pic.twitter.com/OdQUvb2yGR 6.57am EDT 06:57 Tinooooooo! He’s got Libby, and the hosts are on the move. Couple of throat balls were followed by a fuller one, which was duly nicked. Tino is making loads of noise. 6.54am EDT 06:54 Derbyshire are making a bit of a hash of things, aren't they? 6.46am EDT 06:46 Tino’s first ball has just cracked into a ducking Mullaney’s back... This is going to be fun. He had Lumb, particularly, in all sorts of trouble a couple of days ago. Updated at 6.46am EDT 6.38am EDT 06:38 I see there’s been a fourth wicket at both Derby and Bristol, and Keaton Jennings has his third hundred of the year up at Edgbaston. I’m backing us to get four more results today. Updated at 6.41am EDT 6.37am EDT 06:37 The lead is 300 at the Ageas! Declaration, slogging, wicket all incoming. These two - Crane and Tomlinson, who on-drove his first ball for three played some nice shots - and, oh, there’s the declaration. Will Smith’s on the balcon calling them in. Nottinghamshire will need 305 to win off 86 overs. Light roller being used as I type. Good game, good game. 6.21am EDT 06:21 Gurney has his ninth wicket of the match! He’s got one to nip back at McLaren, and it’s struck him - a bit high perhaps - and the finger went up. Empty Wessels - still keeping - threw down the stumps too so he was probably out on two counts. 282 is the lead. 6.16am EDT 06:16 There’s a bit going on around the grounds; Middlesex are all out, 47 ahead, and Jack Leach has a five-fer. Very good few days for the J.Leaches. On Durham charge, with Jennings onto 98. Paul Collingwood is 40 tomorrow! Would be a decent birthday present if they could pull this one off.... Here, Ryan McLaren, who is looking a cracking overseas signing once again, has taken Hampshire past 200, and a lead of 281. We’re on declaration watch. 6.12am EDT 06:12 No full report from me yesterday I’m afraid, as England decided to go announce what a few of us had long suspected: that Reece Topley was facing a lengthy spell on the sidelines. There’s the round-up at the bottom of the piece, though. In the report’s absence, mind, I’d recommend reading this from Selve. Just a lovely piece on how we seldom think about the guards we take. Graham Gooch hits the nail on the head when it comes to taking guard | Mike Selvey 6.02am EDT 06:02 Good morning, how are you all? I’m at the Ageas Bowl, where - unlike the last couple of days - the sun isn’t shining. But it’s not going to rain. Hampshire’s last three batsman are going to come out for a bit of a swing. They’re currently 270 ahead, so Notts already require the highest score of the match to win. They failed in a smaller chase against Warwickshire last week, of course, but Samit had some fun. This should be a cracking day. There are five other matches to be completed too. It should be a short, but excellent, day at Edgbaston, where Durham require not too many, and Warwickshire still need six wickets. Could Chris Wright trump Woakes and get ten?! At Lord’s, they’re starting on time despite some doubt, and it’s looking very drawy. What do I know, though? In Div 2, one game is already complete, and there are three to run. Could there, improbably, be results at Derby and Cardiff? And how long will it take Gloucestershire to see off Northants? Enjoy the great game, folks, and be sure to barrack hard below the line. 5.25am EDT 05:25 Today we have Will Macpherson at the Ageas Bowl to cover Hampshire v Nottinghamshire. Here is his report on the news from Hampshire yesterday: England’s Reece Topley ruled out for three months with back injury And, in case you missed it last night, here’s Mike Selvey’s column: Graham Gooch hits the nail on the head when it comes to taking guard | Mike Selvey Enjoy the cricket Updated at 5.25am EDT