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Quatr minute për dì la soa ëd lòn ch'a veul! Ch'a fasa lë 011.198.34.213 e ch'an lassa sò messagi! Ij messagi a ven-o publicà na vira che ij redator a l'abio aprovaje. As pùblica MACH material an piemontèis! Ël servissi a l'é automàtich e a travaja sempe, 7 dì la sman-a, dì e neuit, festa e dì 'd travaj. |







Un grande grazie a Karla per
Un grande grazie a Karla per i suoi sempre graditissimi interventi e
per averci messo a disposizione questo importantissimo testo del prof.
Gilardino.
secondo me una rinascita del piemontese è difficile perchè:
1) il 90 % dei piemontesi che si vergognano della loro lingua
acquistino la consapevolezza di possedere un grande tesoro. Qualcuno
(politici o stipendiati per il piemontese) ha cercato di far
comprendere questo ai piemontesi negli ultimi 50 anni ?
2) manca un insegnamento universitario di lingua piemontese;
3) manca un insegnamento nelle scuole elementari, medie e superiori
fatta eccezione di 10 misere ore all'anno su richiesta !!!!
4) manca una pubblicazione a diffusione regionale quotidiana,
settimanale o mensile in piemontese ("é" ha chiuso) che non tratti
solo di letteratura ma di attualità, economia, ecc, ecc;
5) manca un canale televisivo;
6) manca un canale radiofonico;
7) mancano scritte toponomastiche ed altro in piemontese (girando per
città piemontesi è rarissimo trovare scritte in piemontese);
8) manca un qualsiasi coordinamento tra piemontesi, un esempio è la
recente festa del Piemonte organizzata da Go piedmont. Organizzata
senza tenere conto delle realtà locali che da anni operano per Piemonte
e piemontese (Arvangia, Famija albeisa, case editrici, volontari, ecc)
ha avuto uno scarso riscontro di pubblico e magra figura.
Hanno fatto eccezione il grande prof. Gilardino e pochi altri.
La lista potrebbe continuare.........
Non sarebbe bello poterci mettere tutti insieme (politici, studiosi,
appassionati,..)senza campanilismi e ostracismi e indirizzare meglio
le risorse umane ed economiche ora frammentate in mille rivoli ?
Con stima di tutti e con voglia di rivedereun gra piemontese
Giacomo Giamello